Dal 18 al 20 settembre 2026 quaranta madonnari da dieci paesi hanno lavorato in ginocchio sull’asfalto di via Fratelli Testa, per la decima edizione del Concorso Internazionale “Madonnari di Sicilia”. Il tema era «Con Maria tessitori di speranza nel tempo dell’intelligenza artificiale», e si legge nei titoli: Ave Codex, Le macchine non possono pregare, Artificial Mater, Falsi idoli.
Poi è arrivata la pioggia. Buona parte delle opere non è stata completata, e la giuria popolare digitale che ViviNicosia aveva preparato come Digital Partner del concorso — un QR code accanto a ogni postazione, una preferenza a testa, nessuna registrazione — è stata annullata: non avrebbe avuto senso far votare opere che l’acqua stava cancellando.
Cosa resta
Resta tutto il resto, ed è online. Per ognuna delle quaranta postazioni c’è una pagina con la fotografia dell’opera com’era in strada, il bozzetto che l’artista aveva consegnato prima di iniziare, il titolo, la provenienza e la descrizione scritta dal madonnaro stesso. Trentasette opere erano in gara, tre fuori concorso; trentasette hanno il bozzetto accanto alla foto.
Le 40 opere della X edizione →
I cartelli con i QR code sono ancora accanto alle postazioni: inquadrandoli si apre la scheda di quell’opera. Le fotografie sono di Telenicosia, che ha seguito le tre giornate; nel suo servizio del 20 settembre ci sono anche i video.
I due trofei ViviNicosia
Alla premiazione ViviNicosia ha consegnato due trofei, al più giovane e al più anziano dei partecipanti: Mattia Pantaleo, che ha lavorato fuori concorso alla postazione 33, e José Fernando Cárdenas Barrera, arrivato dalla Colombia alla postazione 36. Non erano premi alla classifica, che quest’anno non c’è stata: erano un grazie a chi è venuto da più lontano nel tempo e nello spazio.
Grazie
Ai quaranta madonnari, che hanno disegnato sapendo cosa fa la pioggia ai gessetti. All’Associazione “Madonnari di Sicilia” e a Maurizio Cannizzo, che ha voluto ViviNicosia accanto al concorso come Digital Partner. A Telenicosia per le fotografie. Le pagine restano: la prossima volta che passate da via Fratelli Testa, guardate in basso e poi inquadrate il cartello.