I morti che fanno i regali
La Festa dei Morti è una delle tradizioni siciliane più antiche e
più radicate. Nella forma popolare — quella che a Nicosia si è
mantenuta fino ad anni recenti — la notte fra il 1° e il 2 novembre
i morti tornavano in casa dei vivi e, per i bambini, lasciavano dei
doni: dolci, frutta di Martorana, frutta secca, piccoli giocattoli.
I bambini, la sera del 1° novembre, scrivevano un piccolo elenco delle
cose desiderate, lasciavano sotto il letto o sul tavolino. La mattina
del 2 novembre, prima di andare al cimitero, scoprivano i doni.
Cosa si mangiava (e si mangia)
I dolci tipici dei Morti a Nicosia sono:
- Ossa dei morti (biscotti duri di farina, zucchero, mandorle —
forma allungata a “osso”);
- Frutta di Martorana (frutta finta in pasta di mandorle
colorata);
- Pupi di zucchero (statuette di zucchero policromo — cavalieri,
paladini, ballerine);
- Frutta secca: noci, mandorle, nocciole, fichi secchi;
- Nzuddi (biscotti di pasta dura con anice o vaniglia).
La messa e il cimitero
La mattina del 2 novembre si va al cimitero comunale di Nicosia
per la messa di commemorazione e per la visita alle tombe di
famiglia. È un rito che resta forte: il cimitero nicosiano nella
giornata del 2 novembre raccoglie ~2.000 persone nell’arco delle
ore di apertura.
Perché ne parliamo
La tradizione dei dolci dei morti è una tradizione viva ma fragile:
si trasmette in famiglia, ma nelle famiglie giovani — più piccole,
meno legate alle pasticcerie storiche, più “esposte” alla cultura
nordeuropea di Halloween — sta lentamente sbiadendo.
Il Comune e la Pro Loco di Nicosia hanno iniziato dal 2024 a
documentare la tradizione attraverso laboratori pubblici nelle
pasticcerie storiche, interviste alle famiglie, raccolta fotografica
delle preparazioni. L’obiettivo è non perdere una pratica che ha
plasmato la memoria di intere generazioni.
Per chi viene da fuori
La Festa dei Morti non è un evento turistico: è una pratica
familiare e religiosa. Chi viene da fuori il 1° e 2 novembre trova
una città silenziosa nel mattino e affettuosa nei pomeriggi.
Le pasticcerie storiche aprono prima dell’alba per chi vuole assistere
alla preparazione dei dolci tipici (su prenotazione, vedi Ufficio
Turismo).