La nona edizione della Casazza di Nicosia si è tenuta venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, con inizio alle ore 16:00: tre serate in cui il centro storico è tornato a essere il palcoscenico a cielo aperto della sacra rappresentazione itinerante, con circa quattrocento comparse tra attori, figuranti e maestranze.
Le tre scene
Ad aprire il percorso, in piazza Valguarnera, la compagnia Briciole d’Arte con il Processo di Caifa: all’ingresso della piazza un piccolo mercato d’epoca faceva da cornice al giudizio del Sinedrio, dai trenta denari di Giuda al rinnegamento di Pietro. La seconda scena, il giudizio di Pilato e la flagellazione, è stata affidata alla Filodrammatica Girasole sulla scalinata che conduce al convento dei Frati Cappuccini. A chiudere, nell’orto dei Frati, la compagnia Amattori con la Crocifissione. Il congedo dell’edizione è stato uno striscione con una parola sola: “Pace”.
All’inaugurazione, nel cortile della scuola di largo Peculio, c’erano il sindaco Luigi Bonelli, l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni e il sindaco di Piazza Armerina Nino Cammarata.
Il passaggio di testimone
L’edizione era stata presentata domenica 1 marzo nell’aula consiliare del palazzo comunale, dove Giovanni D’Urso — l’uomo della ripartenza del 2016, dopo più di un secolo e mezzo di silenzio — ha passato la presidenza del Coordinamento Associativo “La Casazza di Nicosia” a Fernando D’Amico.
La macchina comunale
Per i tre giorni il Comune ha adottato tre provvedimenti: la sospensione delle attività didattiche del plesso di largo Peculio dal pomeriggio del 27 (ordinanza sindacale n. 18), lo spostamento del mercato di sabato 28 al viale Itria (n. 17) e un piano della viabilità in vigore dal 18 al 30 marzo, con divieti tra piazza Valguarnera, via Casale e via San Felice (ordinanza dirigenziale n. 22).
Cento scatti in mostra
La stagione si è chiusa domenica 14 giugno, sempre in aula consiliare, con la premiazione del concorso fotografico “La Casazza di Nicosia” 2026: nell’androne del palazzo comunale una mostra di circa cento scatti firmati da una ventina di fotografi. La giuria — presieduta da Adriano La Blunda, con Sergio Leonardi, Pina Sutera, Claudia Emanuele e Maurizio Cannizzo — ha premiato Salvatore Giangrasso (primo posto), Salvatore Di Pietro (secondo) e Donello Scarpinato (terzo); il premio della critica è andato a Cristina Rao. I saluti istituzionali sono stati portati dalla sindaca Anna Maria Gemmellaro e dal vicesindaco Nando Zappia.
Che cosa sia la Casazza — la rappresentazione che Giuseppe Pitrè chiamò «la più solenne, più clamorosa» di tutta l’isola (Spettacoli e feste popolari siciliane, 1881) — lo racconta la scheda dell’evento.
Fonti
I servizi originali sono di Telenicosia: la presentazione del 1 marzo, la vigilia, il piano del Comune, il racconto delle serate e la premiazione del concorso fotografico.