Un patrimonio invisibile
Quando un acquedotto funziona, nessuno lo vede. Quando smette di funzionare, diventa un monumento. È quanto accaduto all’acquedotto storico di Nicosia: per secoli ha portato l’acqua dalle sorgenti del versante sud dei Nebrodi fino al centro abitato, e oggi i suoi tratti superstiti sono fra i monumenti meno conosciuti ma più suggestivi del territorio.

Cosa rimane oggi
Lungo il percorso storico — circa 8 km dalla sorgente al centro abitato — sopravvivono diversi tratti monumentali:
- arcate in pietra locale, costruite secondo la tecnica romana del sistema a doppia inclinazione;
- piloni di sostegno alti fino a 12 metri nei punti in cui l’acquedotto attraversava i corsi d’acqua;
- piccole cisterne di compensazione in muratura, oggi vuote, lungo il tracciato.
La cronologia è incerta: le murature più antiche risalgono probabilmente al XVI-XVII secolo, mentre altri tratti sono integrazioni successive (Settecento e Ottocento) realizzate per riparare i danni dei terremoti e delle piogge invernali.
Come è arrivato a noi
L’acquedotto storico è uscito di servizio nel XX secolo, sostituito dall’acquedotto comunale moderno alimentato dai serbatoi del Servizio Acquedotto. Una volta caduto in disuso, parte dei tratti urbani è stata smantellata; la parte extraurbana — quella nelle campagne fra le contrade Castagna, Albereto, Rossignolo — si è conservata grazie alla lontananza dai grandi cantieri edili e all’inserimento naturale nel paesaggio rurale.
Per visitarlo
L’acquedotto non è un sito museale: non c’è biglietteria, non ci sono pannelli interpretativi (ancora). Ma è visibile e percorribile dai sentieri rurali che attraversano le contrade nicosiane.
Consigli pratici:
- L’itinerario migliore parte dalla Masseria Rossignolo e segue per ~2 km i tratti meglio conservati dell’acquedotto.
- Calzature da trekking consigliate (terreno irregolare, vegetazione spontanea).
- La passeggiata si combina bene con la visita alla Masseria Rossignolo o con il trekking sui Nebrodi.
Un progetto di valorizzazione in corso
Il Comune, in collaborazione con la Soprintendenza di Enna, sta preparando una candidatura PNRR per:
- catalogazione fotografica sistematica dei tratti superstiti;
- pannelli interpretativi lungo il percorso;
- integrazione del tracciato nel Cammino dei 24 Baroni come variante storico-idraulica.
Le date di realizzazione sono in attesa di approvazione del bando.