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Luglio • Cultura

Il ritorno della Madonna del Soccorso

Venerdì 24 luglio 2026, dalle ore 18

Dopo oltre un secolo e mezzo di esilio, la statua marmorea rinascimentale della Madonna del Soccorso è tornata alla pubblica devozione in Cattedrale. Venerdì 24 luglio 2026 il convegno all'Auditorium ex Teatro Comunale, il corteo con gli sbandieratori e, alle 20, l'apertura del cancello: la statua è oggi visibile alla base della torre campanaria.

Locandina dell'esposizione della statua marmorea della Madonna del Soccorso, Nicosia, 24 luglio 2026
© Città di Nicosia · composizione grafica Salvatore Farinella

Un capolavoro che torna a casa

La Madonna del Soccorso è una statua marmorea rinascimentale scolpita per la devozione del nobile Vincenzo La Via, per la chiesa annessa al monastero delle monache benedettine di Nicosia.

L’attribuzione allo scultore lombardo Gabriele di Battista (Bregno) è quella corrente, ma non è pacifica: proprio al convegno del 24 luglio lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa l’ha messa in discussione, proponendo ulteriori studi e un restauro che restituisca i colori originari. Anche la datazione varia con la fonte: il resoconto della giornata dice XV secolo, la convenzione fra fine XV e inizio XVI, la perizia d’asta la dà cinquecentesca.

Allontanata dalla città nel 1866, in seguito alle leggi di incameramento dei beni ecclesiastici, l’opera è riemersa più di un secolo dopo nella collezione Turchi a Firenze. L’asta fu fermata il 26 ottobre 2023, poche ore prima della vendita, dalla notifica di avvio della tutela firmata dal soprintendente ai Beni culturali di Enna, l’architetto Angelo Di Franco. L’acquisto è stato poi finanziato dalla Regione Siciliana con un emendamento, e la statua è rientrata fisicamente a Nicosia il 20 novembre 2024, custodita fino all’esposizione nei depositi dell’Ufficio Tecnico comunale in via Bernardo Di Falco.

Il 24 luglio 2026 è la data della restituzione pubblica — non del rientro, che era avvenuto venti mesi prima.

Com’è andata, venerdì 24 luglio

La giornata si è aperta alle 18 con il convegno nell’auditorium dell’ex Teatro Comunale. Ad aprirlo è stata la sindaca Anna Maria Gemmellaro, che ha ripercorso l’intero iter del ritorno della statua; nei saluti istituzionali sono intervenuti la presidente del Consiglio comunale Maria Di Costa e l’ex presidente Sigismundo Li Volsi.

Sul versante politico l’on. Fabio Venezia ha illustrato il percorso che ha portato al finanziamento regionale dell’acquisto attraverso un apposito emendamento; l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni ha confermato la disponibilità del governo regionale a sostenere altri interventi di valorizzazione; l’on. Luisa Lantieri, cofirmataria dell’emendamento, era assente per motivi istituzionali e in sua rappresentanza è intervenuto il consigliere comunale Francesco Spedale.

Il vescovo di Nicosia mons. Giuseppe Schillaci ha parlato del significato spirituale del ritorno. Il soprintendente Angelo Di Franco ha ricordato il proprio intervento nel bloccare l’asta, e l’avvocato Gaetano Cantaro le procedure tecniche e giuridiche che hanno reso possibile il rientro. È intervenuta anche Olivia Turchi, storica dell’arte, sul percorso recente dell’opera. La prima parte si è chiusa con padre Santino Paternò, Lella Russo, direttrice del Museo Diocesano di Arte Sacra, e Lia Murè, presidente della Pro Loco di Nicosia.

La notizia del convegno, però, è stata un’altra: l’analisi critica di Paolo Giansiracusa sull’attribuzione a Bregno, che ha rimesso in discussione il nome dello scultore.

Poi un corteo festoso è partito da via Roma con gli sbandieratori e i musici di Civitas Nicosiae diretti dal maestro Giuseppe Tamburello, lungo via Fratelli Testa fino alla Torre Campanaria. Alle 20 l’apertura del cancello della Cattedrale: nella sala predisposta la statua è stata svelata.

L’annullo filatelico

Nel cortile dell’ex Teatro Comunale è stato allestito un annullo filatelico speciale curato da Poste Italiane, con una cartolina raffigurante la statua e una preghiera in gallo-italico, il dialetto tipico nicosiano, recitata durante la manifestazione da Patrizia Castrogiovanni.

Dov’è adesso, e con quale titolo

La statua è in Cattedrale, alla base della torre campanaria. La convenzione approvata il 5 febbraio 2026 impegna la Cattedrale a garantire la fruizione pubblica dell’opera al di fuori degli orari delle funzioni liturgiche.

Vale la pena dire com’è scritta, perché è diverso da come la si racconta: non è una donazione né un’esposizione permanente, ma un deposito temporaneo di due anni, rinnovabile automaticamente di anno in anno salvo disdetta di una delle parti. Il Comune di Nicosia resta proprietario. La parola “permanente” compare una volta sola, nell’annuncio pubblicato prima della cerimonia, e non nel resoconto del giorno dopo.

Fonti

Il resoconto della giornata è di TeleNicosia, 25 luglio 2026; i termini della convenzione e la data del rientro fisico vengono da TeleNicosia, 9 febbraio 2026.

Una grafia non confermata, e la si segnala invece di nasconderla: “Sigismundo Li Volsi” compare una volta sola, in una fonte sola, e la forma italiana attesa sarebbe “Sigismondo”. Va verificata prima di darla per buona.