Edizione 2026 conclusa
La prossima edizione non ha ancora una data.
Quando gli organizzatori la fissano, questa scheda si aggiorna.
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Cos’è un nocattolo
Un dolce di pasta frolla allo strutto con un ripieno di pasta di mandorle — in alcune varianti di famiglia, nocciole — profumato di cannella e coperto di zucchero a velo. A Nicosia è il dolce delle feste, natalizio soprattutto, e le ricette si tramandano in casa. Le origini vengono fatte risalire all’epoca in cui la città contava baroni, conti e marchesi, e il nocattolo era il dolce delle grandi occasioni; sull’etimologia circola l’ipotesi del latino nucatum e dell’arabo noqûlât, ma è appunto un’ipotesi.
Dal 2015 il nocattolo ha la Denominazione Comunale (De.Co.): è stato il primo prodotto di Nicosia a riceverla, consegnata in aula consiliare durante la prima edizione della sagra. La storia completa del dolce è nel ritratto del nocattolo.
La sagra
Nata nel 2015, la sagra unisce il dolce e il resto della tavola nicosiana: un percorso di degustazioni per il centro storico, un villaggio food, visite guidate ai luoghi storici e momenti dedicati alla parlata gallo-italica, il dialetto di Nicosia. Ingresso libero; nel 2026 il ticket degustazione del villaggio food costava 10 euro e copriva il pranzo completo, nocattolo incluso.
Lo stesso weekend la città ospita il Raduno Veicoli Storici: giro ed esposizione di auto e moto d’epoca nel centro, inserito nel programma della sagra.
Il weekend del record
La decima edizione, 20 e 21 giugno 2026, ha puntato in alto: domenica mattina lungo via Fratelli Testa è stata certificata una tavolata ininterrotta di 221,70 metri con 4.239 nocattoli artigianali allineati, e la documentazione è stata inviata al Guinness World Records per l’omologazione. Nel weekend se ne sono degustati più di ottomila.
La prossima edizione
Le date 2027 non sono ancora fissate; la collocazione a giugno è quella scelta per l’edizione del decennale, dopo anni di date tra fine agosto e settembre. Le conferme passano dalla newsletter stagionale, insieme al resto del calendario: serve solo l’email, e ci si disiscrive con un clic dal fondo di ogni invio.