La facciata della Cattedrale di San Nicolò a Nicosia, vista da Piazza Garibaldi

Turismo · Nicosia

Cattedrale di San Nicolò a Nicosia: storia e soffitto ligneo dipinto

Sette secoli di storia, la Porta del Paradiso e un soffitto dipinto del Quattrocento nascosto sopra la volta: guida alla Cattedrale di Nicosia, in Sicilia.

© Davide Mauro, CC BY-SA 4.0

La Basilica Cattedrale di San Nicolò di Bari è il monumento simbolo di Nicosia, in provincia di Enna. Chi entra da Piazza Garibaldi vede tre navate, decorazioni ottocentesche, un grande crocifisso sull’altare. Quello che non vede è il motivo per cui questa chiesa è monumento nazionale dal 1940: sopra la volta, chiuso nel sottotetto da più di due secoli, sopravvive un soffitto ligneo dipinto del Quattrocento che Federico Zeri definì «uno straordinario, unico monumento».

Questa guida mette in fila la storia, le cose da guardare e il modo — oggi finalmente possibile — di vedere il soffitto. Per orari e informazioni rapide c’è anche la scheda sintetica della Cattedrale.

Sette secoli in sei date

La storia del monumento si può raccontare per tappe, tutte documentate.

  • 1305 — l’edificio compare nei documenti come «cappella sancti Nicolai de plano», una piccola cappella nel piano sotto i colli.
  • Primi del Trecento — dopo la Pace di Caltabellotta, sotto il regno di Federico II d’Aragona, parte la ricostruzione in grande; un’epigrafe sulla Porta del Monte attesta la chiesa officiante nel 1340.
  • 1388 — San Nicolò è riconosciuta parrocchia dall’arcivescovo di Messina; nel 1521 Leone X la eleva a collegiata.
  • 1817 — con la bolla «Superaddita diei» Pio VII istituisce la diocesi di Nicosia: la chiesa diventa cattedrale. La consacrazione solenne arriva nel 1856.
  • 1940 — un Regio Decreto la dichiara monumento nazionale.
  • 1967 — Paolo VI le conferisce il titolo di basilica minore.

Un dettaglio che spiega molto della città: per secoli la collegiata di San Nicolò e la Basilica di Santa Maria Maggiore sono state i poli di due quartieri rivali, Nicoleti e Mariani. La rivalità è finita, i due campanili restano.

L’esterno: la Porta del Paradiso e il campanile

Il portale maggiore trecentesco è chiamato da sempre Porta del Paradiso: gotico, incorniciato da fasce scolpite dove dominano le foglie d’acanto. È stato restaurato di recente, insieme alla scalinata d’accesso, con lavori conclusi a marzo 2024.

Accanto svetta il campanile, una torre gotica a tre ordini alta circa 40 metri, con archi ogivali, bifore e trifore: le epigrafi e gli studi datano il suo secondo ordine tra il 1393 e il 1455. La cuspide ha una storia travagliata — squarciata da un fulmine nel 1962, rimasta per decenni sotto coperture provvisorie e ponteggi, poi al centro di un contestato cantiere interrotto nel 2016 — ed è stata infine ricostruita; nell’estate 2025 la torre è stata illuminata dall’interno per la prima volta, in un test al vaglio della Soprintendenza di Enna.

Sul fianco nord si apre la loggia quattrocentesca (1489-1490), opera degli scultori Gabriele di Battista e Andrea Mancino.

Dettaglio architettonico della Cattedrale di San Nicolò

L’interno: Gagini, Li Volsi e il Padre della Provvidenza

L’interno è a tre navate divise da dodici colonne. Le opere da cercare:

  • il fonte battesimale in marmo di Antonello Gagini (1497-1499);
  • il pulpito marmoreo ottagonale di metà Cinquecento, di scuola gaginiana;
  • il coro ligneo in noce, trenta stalli intagliati dai Li Volsi, la famiglia di scultori che ha firmato mezza Nicosia barocca;
  • un Martirio di San Bartolomeo attribuito a Jusepe de Ribera, lo Spagnoletto;
  • il Crocifisso del «Padre della Provvidenza», a lungo attribuito a Fra Umile da Petralia e oggi ricondotto al crocifissaio palermitano Gaspare De Miceli, che lo ebbe in commissione nel 1630. L’epiteto viene dalla tradizione: nel 1635, portato in processione contro la siccità, avrebbe riportato la pioggia. Esce ancora ogni Venerdì Santo, nei giorni della Casazza.

Il soffitto che non si vede

Particolare del soffitto ligneo dipinto della Cattedrale

Ora la parte nascosta. Nel 1810 l’interno fu rifatto secondo il gusto dell’epoca: una volta a botte in gesso, affrescata dai fratelli Antonio e Vincenzo Manno di Palermo, coprì la navata centrale. Sopra quella volta, però, il vecchio tetto medievale non fu smontato. È rimasto lì: un soffitto a capriate dipinte che la Conferenza Episcopale Siciliana presenta come l’unico esempio del genere in Italia.

Il repertorio dipinto è sorprendente per una cattedrale: accanto alle scene sacre — dalla Cacciata dal Paradiso all’Incoronazione della Vergine, in quella che mons. Crispino Valenziano ha letto come una storia della Salvezza — la maggior parte delle immagini è profana. Dame e fanciulli, scene di caccia e di vita quotidiana, animali selvatici, grottesche, un alfabeto gotico di ventiquattro lettere, gli stemmi delle famiglie Ventimiglia, De Marchisio e Sabia. Tra la quinta e la sesta campata, quattro cartigli portano motti latini derivati dalle favole di Esopo, come ha ricostruito la storica dell’arte Licia Buttà su «Storia dell’Arte» (2011).

Sulla datazione gli studiosi restano prudenti: gli indizi araldici e iconografici — lo stemma Ventimiglia, gli emblemi aragonesi, un monogramma di Cristo che rimanda a dopo il 1435 — collocano il ciclo nella prima metà del Quattrocento, senza una data certa. È la stessa stagione dei grandi soffitti lignei siciliani, come quello della Sala Magna dello Steri di Palermo (1377-1380), con una differenza: quello dello Steri è il soffitto di un palazzo, questo è il tetto di una cattedrale.

La riscoperta è novecentesca: i primi studi arrivano a inizio secolo, con una pubblicazione del 1917, e da allora il soffitto è tornato periodicamente al centro dell’attenzione scientifica, fino alla giornata internazionale di studi ospitata a Nicosia nel settembre 2019 con specialisti da Francia, Spagna e Italia.

Come vederlo oggi

Per quasi un secolo il soffitto è stato materia per studiosi e restauratori. Dal 1° giugno 2024 esiste una strada aperta a tutti: la piattaforma multimediale realizzata dall’Ufficio diocesano per i Beni culturali, frutto di un accordo del 2020 tra Comune, Chiesa e Università Kore di Enna. Permette di esplorare le campate a distanza ravvicinata, pannello per pannello, con un livello di dettaglio che a occhio nudo — anche dal sottotetto — non si avrebbe.

Per modalità di fruizione, eventuali visite accompagnate e aperture straordinarie il riferimento è la Diocesi di Nicosia (Largo Duomo 10, tel. 0935 646040, bcec@diocesinicosia.it). A pochi passi, in via San Biagio, il Museo Diocesano completa il percorso con il tesoro della Cattedrale e l’arte sacra del territorio.

Informazioni pratiche

  • Dove: l’ingresso principale è su Piazza Garibaldi, nel cuore del centro storico; l’accesso avviene dalla scalinata restaurata nel 2024.
  • Quando: la Cattedrale è aperta per il culto, indicativamente al mattino e nel tardo pomeriggio; orari di messe e visite vanno confermati con la Diocesi (0935 646040).
  • Con chi: il walking tour del centro storico parte proprio da qui e mette la Cattedrale nel contesto dei palazzi baronali.
  • Quando vale doppio: il 6 dicembre per la festa di San Nicolò, patrono della città, nella Settimana Santa per la Casazza.

Per il quadro completo della città c’è la nostra guida a cosa vedere a Nicosia.

Domande frequenti

Perché il soffitto ligneo non si vede dall’interno?

Perché nel 1810 la navata fu coperta da una volta a botte in gesso, affrescata dai fratelli Manno. Il tetto medievale dipinto è rimasto intatto sopra la volta, nel sottotetto.

Come si può vedere il soffitto dipinto?

Dal giugno 2024 attraverso la piattaforma multimediale dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali. Per informazioni su accessi e visite: Diocesi di Nicosia, 0935 646040.

Di quando è il soffitto?

Gli studi lo collocano tra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento, con indizi che puntano soprattutto al primo Quattrocento. Una data certa non esiste, ed è parte del suo fascino.

Quanto tempo serve per la visita?

Mezz’ora per l’interno, di più se si aggiungono la piattaforma multimediale e il Museo Diocesano. La Cattedrale è la prima tappa naturale di una giornata a Nicosia.

Fonti

Diocesi di Nicosia (diocesinicosia.it), Chiese di Sicilia — CESi (piattaforma multimediale, 2024), BeWeB — Beni ecclesiastici in web (scheda della cattedrale), Ecomuseo Petra d’Asgotto (schede Cattedrale e soffitto ligneo), Licia Buttà, «Storia dell’Arte» n. 130 (2011), Italia Nostra Sicilia (vicenda della cuspide, 2016), TeleNicosia (restauri e piattaforma, 2024-2025), Wikipedia con riferimenti per opere e date.